Agrigento e la Valle dei Templi

Villa Addaura | B&B Addaura

La Valle dei Templi di Agrigento (circa 134 km dal B&B):

La Valle dei Templi di Agrigento è uno tra i parchi archeologici più belli e meglio conservati al mondo.
I sette templi dorici formano uno dei più suggestivi complessi monumentali di arte greca esistenti.
La visita alla Valle si svolge immersi in un contesto paesaggistico stupendo, caratterizzato dall’armonia d’insieme tra la natura circostante ed i resti dell’antica colonia greca.
Il colore ambrato dei templi, davvero suggestivo al tramonto, il verde dei campi e lo spettacolo unico dei mandorli in fiore a primavera, offrono ai visitatori degli scenari indimenticabili.
La visita del parco archeologico comincia con l’antico Tempio di Demetra, costruito nel 480 a.C., ed oggi incorporato dall’antica Chiesa di San Biagio, edificata in epoca Normanna sopra i resti del tempio; il santuario rupestre di Demetra, il luogo sacro più antico della città di Akagras, caratterizzato dalle tre gallerie scavate nella roccia e dall’antico vestibolo a pianta rettangolare; il Tempio di Giunone Lacinia (o Tempio di Hera Lacinia), tempio dorico edificato nel V secolo a.C. situato su un colle, di cui si conserva intatto il colonnato, l’architrave ed alcune colonne isolate; Il Tempio della Concordia, edificato nel 430 a.C., uno tra i templi dorici meglio conservati al mondo, che conserva le sei colonne della sua facciata e le tredici colonne laterali, il podio, i frontoni e parte del fregio; la Villa Igea, circondata da un bel giardino, conserva i resti di alcune tombe cristiane e di una necropoli, conosciuta come Grotta di Frangipane o Ipogei di Villa Igea; il Tempio di Ercole (o Tempio di Eracle), il tempio dorico più antico fra i templi di Agrigento, eretto nel VI secolo a.C., di cui restano solo otto colonne, alcune con i capitelli ancora intatti ed i resti dell’antico altare; la Tomba di Terone, monumento sepolcrale, di epoca romana, è la tipica testimonianza dell’architettura funeraria; il santuario di Demetra e Kore (o Persèfone), antico luogo di culto in cui si possono visitare i resti di templi, altari e recinti sacri; il Tempio di Càstore e Pollùce, detto anche Tempio dei Dioscuri, edificato nel V secolo a.C. e simbolo della Valle dei Templi e della città di Agrigento, di cui restano quattro colonne; il Tempio di Giove Olimpico, uno fra più grandi fra i templi costruiti in epoca greca in ricordo della vittoria contro i nemici Cartaginesi nella celebre battaglia d’Imera nel 480 a.C., di cui si possono visitare le antiche rovine, tra cui spicca il mastodontico Telamone, figura raffigurante un gigante alto nove metri con le braccia innalzate ai lati della testa per reggere il peso della cornice e sostenere la copertura del tempio. Uno dei Telamoni è conservato al Museo archeologico con altri resti di Telamoni ritrovati durante gli scavi archeologici.
Il Tempio di Vulcano, del V secolo a.C., una dei templi più imponenti della Valle dei Templi; la Chiesa di San Nicola, situata su un’altura affacciata sulle Valle dei Templi, costruita in stile gotico nel ‘200, conserva la facciata incompiuta costituita da un portale a forma di sesto acuto, e, al suo interno ad unica navata, quattro cappelle, una delle quali una custodisce un celebre sarcofago, risalente ad epoca romana, decorato con dei bassorilievi magnifici. In prossimità della chiesa si possono visitare un tempietto, detto Oratorio di Falaride, di epoca romana, ed una cavea ricavata nella roccia.
Vicino alla chiesa si trova il Museo archeologico regionale, composto da tredici sale in cui si presenta la storia di Agrigento e del territorio circostante, con reperti che vanno dall’era preistorica all’epoca cristiana, al periodo greco arcaico e classico.
Il Museo ha sede nel convento di San Nicola del ‘300.
Tra le varie opere conservate annoveriamo il gigantesco Telamone, i resti di altri Telamoni recuperati durante gli innumerevoli scavi archeologici, il frammento in marmo di Guerriero risalente al V secolo a.C., una collezione di vasi risalenti al periodo greco, un delizioso mosaico antico raffigurante una Gazzella alla fonte risalente intorno al II secolo d.C., l’Efebo arcaico, del V secolo a.C. ed una statua di Venere (o Afrodite) al bagno.
Il Quartiere ellenistico-romano sorge presso la chiesa di San Nicola e si estende per oltre undicimila metri quadrati.
E’ composto da quattro vie principali che percorrono il quartiere in parallelo e si intersecando tra loro ad angolo retto.
Lateralmente alle vie si trovano abitazioni in stile ellenistico ed italico, decorate al loro interno con intonaci policromi sulle pareti e con mosaici di stili differenti nei pavimenti, risalenti al periodo romano ed al periodo imperiale come i mosaici della Casa della Gazzella.
L’Ipogeo Giacatello, grande ambiente sotterraneo nel quale si convogliavano le acque filtranti ed avente la funzione di riserva idrica della città.
Percorrendo la strada che collega la città antica a quella moderna si scorge la Rupe Atenea, considerata il sito in cui sorgeva anticamente l’acropoli, dalla cui cima si può ammirare un panorama magnifico.